Meditazione

A TUTTI I NAVIGANTI!

Una “Bussola” chiamata Meditazione…

Con gli orientati e i disorientati dell’era informazionale ci si chiede sino a che punto l’uomo, sollecitato tanto nella sfera del sapere che dell’azione, sia in grado oggi di adeguarsi alle sfide che provengono da una società sempre più complessa, sempre più articolata, sempre più globale.

Le informazioni che ci arrivano dalle vicine e lontane parti del mondo ci portano a navigare in acque sconosciute travolgendoci in mulinelli mentali concentrici in cui passato, presente e futuro si mescolano.

Oggi i cambiamenti avvengono così velocemente che anche le persone più “intelligenti” semprano incapaci di adattarsi. La vita è una continua corsa tra doveri (imposti da un’eccessiva burocratizzazione degli istituti politico-sociali) e dolori (retaggio di una educazione improntata sul sacrificio di sè). Non ci sono più spazi ricreativi…

In questo contesto il sentimento di riappropriazione di sè, del proprio spazio, del proprio diritto alla vita, in quanto soggetto capace di orientarsi tanto all’interno che all’esterno, si affaccia prepotentemente nella sfera della propria coscienza. E’ questa l’opportunità che oggi ci mostra una società frammentata da guerre, rivoluzioni, mutamenti tecnologici, conquiste, migrazioni, monopolizzazioni del sapere, etc…

Si può scegliere di navigare in maniera nevrotica in questo mare in tempesta come un naufrago sempre identificato e soggiogato dal momentaneo e dal relativo o accettare la sfida e trasformare questo viaggio in una nuova e più globalizzante avventura, che non ha per obbiettivo lidi lontani ma il saper navigare nelle proprie acque, nella gestione e produzione della propria vita, nell’espressione della propria creatività, nel coraggio ad affermare la propria esistenza, tanto individualmente che socialmente: “Io sono quindi posso”.

Così, nonostante le trasformazioni avvenute nei diversi aspetti della nostra esigenza, eccoci di nuovo a fare i conti con noi stessi, con la nostra capacità di agire, di inventare, di reagire.

La domanda che emerge è: cos’è che può rendere operativa questa presa di coscienza? Cosa può orientarci in questa complessità? Ed ecco la risposta:

“Devi crescere dall’interno verso l’esterno. Nessuno può insegnarti, nessuno può renderti spirituale. Non c’è maestro all’infuori della tua anima.” (Vivekananda)

“La meditazione non è altro che un ritorno a casa, un semplice riposo interiore.Non è il canto di un mantra, non è neppure preghiera: è un semplice ritorno a casa per riposarsi un poco.”(Osho)

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